Cosa troverai in questo articolo sulle strategie tariffarie e revenue per nuovo hotel:
- Impostare il perimetro: obiettivi, posizionamento e regole base prima dei numeri
- Costruire il set competitivo e un “corridoio tariffario” credibile
- Tradurre la stagionalità in calendario prezzi: picchi, ali di stagione ed eventi
- Architettura tariffaria e regole minime di revenue: canali, vincoli e politiche
- Dai parametri al modello tariffario del nuovo hotel: ADR target, rampa di occupazione, scenari e KPI di controllo
Prima di addentrarmi nello sviluppo delle modalità di definizione delle strategie tariffarie voglio chiarire un aspetto concettuale molto importante: lavorare con un nuovo hotel senza storico non significa prendere decisioni “a caso”.
Vuol dire che devi lavorare con parametri solidi, cioè valori di input che tengono in considerazione le caratteristiche del mercato, l’offerta specifica del tuo hotel e lo specifico mix canali, per poi testarli rapidamente nella realtà.
Le strategie tariffarie e revenue per un nuovo hotel senza storico sono un insieme di regole minime, parametri di input e controlli (KPI e scenari) che ti permettono di partire con prezzi coerenti e correggere rapidamente, senza svalutare il prodotto.
Se stai costruendo (o valutando) anche la parte numerica del progetto, ti consiglio di tenere come filo conduttore la logica delle proiezioni economico-finanziarie hotel con USALI, perché è proprio seguendo quelle che capisci se le scelte tariffarie “stanno in piedi” e con quale margine operativo.
Impostare il perimetro: obiettivi, posizionamento e regole base prima dei numeri
Prima di parlare di decisioni sulle tariffe dell’albergo, la domanda che ti devi fare è: “che tipo di hotel ho, che tipo di servizi sto vendendo, e a chi?
Se il progetto nasce attorno a una precisa specializzazione alberghiera, il pricing iniziale non va costruito sulla media del mercato, ma sul valore percepito dal segmento che vuoi attrarre e sulla coerenza tra promessa, servizi e prezzo.
Aver ben chiaro la risposta a questa domanda è fondamentale perché, In assenza di storico, la tariffa giusta non si “scopre”, ma si progetta come conseguenza di uno specifico posizionamento di mercato e di alcune scelte operative.
Se non fissi con precisione questo perimetro di posizionamento e operativo, il rischio è quello di impostare tariffe medie, e poi passare i primi mesi ad applicare correzioni in emergenza.
Detto in altre parole, quello che ti serve è una mini-cornice decisionale costituita da pochi punti chiari e condivisi.
In pratica, le strategie tariffarie del nuovo hotel diventano solide quando prima definisci posizionamento, segmenti e regole, e solo dopo lavori sui numeri.
Se stai costruendo il modello di pricing di una struttura che entra sul mercato senza storico, questo è uno dei passaggi che conviene approfondire leggendo il mio articolo su aprire un hotel: cosa devi sapere prima di investire (numeri, rischi e scenari).
L’approccio che ti sto proponendo non è teoria, ma è un comportamento razionale che evita contraddizioni quando dovrai applicare tecniche di revenue per adattare le tariffe ai diversi canali: booking engine sul sito, OTA, promessa di brand comunicata e standard di qualità.
Prima di aprire un foglio Excel, ti conviene chiarire una cosa: stai scegliendo cosa difendere (ADR), cosa costruire (occupazione) e con quale distribuzione (mix canali). Se non lo fai, tenderai a inseguire il prezzo dei competitor e a cambiare regole ogni settimana. E quello, in un hotel senza storico, è il modo più rapido per generare incoerenza e pressione al ribasso.
Ecco le decisioni minime da chiarire (prima dei fogli Excel), con cosa significano concretamente impostare un perimetro:
- Obiettivo primario dei primi 6–12 mesi: rampa di occupazione, mix canali, oppure ADR. Cambia completamente il modo in cui accetti o rifiuti la domanda potenziale dell’hotel
- Segmenti “core” e segmenti “di riempimento”: business, leisure, gruppi, sportivi, ecc. Serve sapere chi ti paga bene e chi ti riempie i buchi
- Promessa di prodotto e standard: che cosa giustifica il prezzo (spazi, servizi, esperienza, comfort, location, brand). Se la promessa dell’hotel è ambiziosa, la tariffa non può essere “difensiva”
- Strategia canali: quanta dipendenza accetti dalle OTA nelle prime fasi dell’operatività dell’hotel e con quali paletti, perché la distribuzione influenza sia il prezzo percepito sia il costo di acquisizione
- Regole minime (non negoziabili): politiche di cancellazione, differenze tra tipologie, differenze tra stagioni, e limiti di sconto. Ti proteggono quando arriva la pressione al front-office o al booking.
Se vuoi rendere “vendibile” questa cornice in modo coerente, una parte del lavoro è comunicativa, perché se la promessa non è chiara, le aspettative si sfalsano e aumentano le contestazioni e le tensioni, con un impatto diretto sulle tariffe e sulle recensioni.
Su questo meccanismo è utile avere in mente il tema della promessa di brand e di come una piccola incoerenza diventa rapidamente reputazione.
Se vuoi allineare strategie tariffarie, promessa di brand e comunicazione in modo coerente, nei miei corsi sulle strategie di comunicazione per hotel trovi un metodo pratico per evitare mismatch tra prezzo richiesto e valore percepito, riducendo tensioni, reclami e pressioni al ribasso sulle tariffe
Costruire il set competitivo e un “corridoio tariffario” credibile
Il punto di partenza operativo per lo sviluppo di strategie tariffarie e revenue per hotel senza storico, è quasi sempre lo stesso: definire bene con chi competi davvero e costruire un corridoio tariffario che abbia senso per il tuo prodotto.
Se vuoi dare basi più solide a questo passaggio (e non fermarti al confronto prezzi), ha molto senso collegarlo a uno studio di marketing territoriale per hotel, perché domanda, competitor, benchmark e posizionamento sono la base del corridoio tariffario iniziale.
Qui l’errore tipico è fare un “confronto a vista” su Booking e replicare una tariffa media. Invece ti serve un set competitivo ragionato: non 20 hotel, ma 6–10 competitor diretti che intercettano lo stesso cliente, o il segmento obiettivo che vuoi presidiare tu.
Prima di fare elenco, prendi un foglio e una penna, e scrivi nero su bianco chi sono i tuoi competitor. Ti aiuto in partenza dicendoti che i competitor non sono necessariamente gli hotel localizzati vicino al tuo, ma quelli che cercano di intercettare la stessa domanda.
Se vuoi un metodo completo per definire esattamente il competitor set hotel della tua struttura, ho dedicato una guida specifica all’argomento.
E un nuovo hotel ha anche un problema in più perché deve ottenere la fiducia del cliente obiettivo attraverso lo sviluppo di una strategia di comunicazione dove gli elementi chiave sono: la reputazione iniziale, le fotografie, la coerenza descrittiva e standard comunicato.
Adesso, prima di proseguire, ti propongo una breve checklist pratica per costruire il set competitivo, con cosa guardare davvero:
- segmento di domanda. A quali segmenti specifici gli altri hotel stanno rivolgendo l’offerta: famiglie con bambini, pet lovers, appassionati di bicicletta e sportivi, coppie, business, gruppi, ecc.), e con quali leve di promozione e di commercializzazione
- proposta e standard. Mi riferisco alle dimensioni e alla qualità delle camere, alle caratteristiche degli spazi comuni, all’offerta di ristorazione e wellness, ai servizi extra, al parcheggio, all qualità del breakfast, ecc. La classificazione in stelle non è determinante per definire il competitor set dell’hotel
- location funzionale. Non la devi valutare in termini di distanza in km, ma di livello di accessibilità reale dai bacini di generazione di domanda e dagli assi stradali, aeroportuali e portuali, ma anche dalle principali attrazioni
- mix canali e posizionamento di prezzo. La valutazione riguarda quanto gli hotel spingono sulle OTA, quanto sulle prenotazioni dirette, e quali strategie usano per proteggere il prezzo
- reputazione e prova sociale. Si riferisce al volume e alla qualità delle recensioni online sulle OTA e sui canali social, alla coerenza delle lamentele ricorrenti e alla percezione del valore comunicato implicitamente ed esplicitamente dagli ospiti dopo il soggiorno
Al termine della valutazione del competitor set devi procedere alla costruzione del corridoio tariffario, che non è un valore preciso, ma una forchetta plausibile di prezzi da applicare alla bassa, media, alta stagione, e ovviamente anche ai picchi di domanda.
Un modo semplice, ma allo stesso tempo molto efficace, per creare un range tariffario concreto è sviluppare tre livelli di prezzo di riferimento:
- tariffa “entry” (per vendere senza svalutare). È il prezzo minimo che permette al tuo hotel di essere percepito ancora coerente con la promessa che fa al mercato
- tariffa “core” (quella su cui vuoi stare quando il mercato è “normale”). Si tratta del livello di prezzo su cui costruisci l’ADR, che è anche quello regolare con cui abituare i clienti potenziali e abituali
- tariffa “peak” (rack rate). È la tariffa massima pubblica che il tuo hotel può sostenere nei picchi di domanda senza superare la propensione di spesa del segmento obiettivo. Serve per monetizzare alta stagione, eventi e weekend forti, e diventa il riferimento per proteggere il valore quando l’inventario si riduce.
Quando poi colleghi questa logica ai KPI di ricavo e redditività, il riferimento naturale è capire come cambiano gli indicatori di performance alberghiera e cosa misurano davvero.
A questo proposito ti suggerisco il mio articolo su RevPAR, TRevPAR e GOPPAR, che ti permette anche di comprendere bene la fondamentale differenza tra “incasso” e “risultato”.
Se vuoi formare il tuo team su strategie tariffarie, revenue di base e lettura corretta dei KPI (ADR, RevPAR, GOP), nei miei corsi su vendita e revenue in hotel trovi strumenti pratici per trasformare il pricing da intuizione a metodo operativo
Tradurre la stagionalità in calendario prezzi: picchi, ali di stagione ed eventi
Quando si parla di stagionalità alberghiera non bisogna solo riferirsi ad alta e bassa stagione. Per un nuovo hotel, la questione è da affrontare soprattutto in termini di definizione del calendario decisionale.
Questo significa capire con un sufficiente margine di precisione, e soprattutto con il giusto anticipo, quando puoi alzare le tariffe, quando devi difendere il prezzo e quando hai la possibilità concret di costruire la domanda.
In Italia, moltissimi errori nella definizione delle tariffe nel settore alberghiero nascono perché si ragiona con macro-stagioni e poi ci si accorge tardi che:
- gli eventi spostano la domanda anche fuori stagione, soprattutto se sono importanti
- le ali di stagione sono spesso la vera opportunità di generare fatturato, se sai costruire valore
- alcune settimane “normali” in realtà sono decisive per costruire la reputazione iniziale
Ho approfondito il tema della stagionalità alberghiera e della sua corretta lettura operativa in un articolo specifico sulla stagionalità turistica e distribuzione della domanda, che ti consiglio di integrare con questo capitolo sul pricing.
Per impostare un calendario tariffario dell’hotel credibile, ti consiglio di ragionare su tre livelli, che vanno dal più concreto al più strategico:
- calendario di attrattori: eventi, fiere, ponti, manifestazioni sportive, picchi meteo-dipendenti. Se vuoi approfondire come mappare in modo strutturato gli attrattori territoriali e capire quali generano davvero domanda per il tuo hotel, leggi il mio articolo dedicato agli attrattori turistici e bacino di domanda.
- pattern domanda: infrasettimanale contro weekend, lead time medio, finestre di prenotazione last minute. L’obiettivo di questo passaggio è capire come si distribuiscono davvero le prenotazioni nell’arco dell’anno e con quale anticipo si muovono i diversi segmenti, perché è questo che ti dice quando puoi alzare il prezzo e quando devi difenderlo
- capacità operativa: quali livello di qualità riesci a garantire nei picchi in termini di efficienza dei reparti front-office, housekeeping, colazione e ristorazione e manutenzione. Se il tuo hotel non riesce a reggere dal punto di vista organizzativo e operatico, il rischio è reputazionale prima ancora che economico
Un metodo pratico molto utile nello sviluppo delle strategie tariffarie e di revenue, soprattutto per un hotel senza storico, consiste nel costruire una matrice “settimane dell’anno”.
Ad ognuna assegni una semplice etichetta, che può essere “bassa”, “media”, “alta”, “picco” ed “evento”, usando colori diversi, e poi associ regole precise che non devono essere solo prezzo, ma anche legate alle condizioni, come ad esempio: min stay, cancellazione o chiusura canali.
E qui arriviamo ad un punto spesso sottovalutato: per un hotel nuovo, le prime 8–12 settimane sono un investimento.
Se riempi male, ad esempio con clienti sbagliati, promesse ambigue, stress operativo, il conto lo paghi rapidamente in termini di recensioni negative, e nel prezzo che riesci effettivamente a sostenere.
Se per mantenere il livello di servizio nei picchi stai facendo ipotesi operative su turni e produttività, il collegamento utile è con l’articolo sull’organigramma hotel: come stimare lo staff necessario per reparto, perché la tariffa dell’hotel regge solo se la macchina operativa che la sostiene è efficiente.
Architettura tariffaria e regole minime di revenue: canali, vincoli e politiche
Arrivati a questo punto del discorso sullo sviluppo delle strategie tariffarie, il focus non deve essere sul decidere “quanto faccio pagare una notte”, ma è su come costruire la scala prezzi personalizzata per il tuo hotel, e come puoi fare per difenderla sui diversi canali.
In un nuovo hotel, ti serve sviluppare una strategia basata su poche tariffe chiare, che muovi in modo dinamico usando una logica di revenue semplice e ripetibile. Troppa complessità tariffaria all’inizio rischia di creare errori, discrezionalità e incoerenza percepita dal cliente potenziale.
Ecco i blocchi minimi di architettura tariffaria per l’hotel senza storico, con la descrizione dell’utilità di ognuna:
- BAR (Best Available Rate) come riferimento pubblico. È il “prezzo vero” del tuo hotel: la tariffa di base che il cliente vede e usa come metro di valutazione. Serve a costruire coerenza e credibilità, perché da qui discendono (in modo ordinato) le tariffe più alte e più basse da applicare nei periodi di diversa domanda, senza dare l’idea di improvvisazione
- tariffe con condizioni (non rimborsabile / semi-flessibile). Servono a proteggere la cassa e a ridurre il rischio di cancellazioni, soprattutto nei periodi in cui vuoi stabilizzare i flussi e limitare la volatilità della domanda. Questi prezzi funzionano bene solo se sono semplici e spiegati bene: il cliente deve capire cosa sta ottenendo in cambio della condizione (prezzo migliore, disponibilità garantita, ecc.)
- pacchetti sensati. Devono essere pochi e previsti solo ed esclusivamente se aggiungono valore reale al cliente obiettivo, e non sono percepiti da sconto mascherato. Se vuoi evitare di costruire pacchetti “generici” e poco coerenti, è fondamentale lavorare prima sulla specializzazione e sull’identità dell’hotel: su questo tema ho scritto un approfondimento dedicato alla tematizzazione alberghiera e posizionamento di mercato
- rate fences semplici. Servono a giustificare differenze di prezzo in modo comprensibile e realistico, senza creare false aspettative o terreno fertile per eventuali contestazioni. In pratica chiariscono “cosa cambia” tra una tariffa e l’altra: vista, metratura, balcone, piano, servizi inclusi, condizioni. Se le barriere tariffarie sono chiare, il cliente percepisce equità e accetta più facilmente la scala prezzi
È opportuno chiarire che se le rate fences non sono chiare (o non vengono percepite come tali), il reclamo “la camera non è quella attesa” è praticamente inevitabile.
Nel caso in cui sorga puoi comunque tentare di trasformarlo in una soluzione commerciale pulita leggendo adottando l’atteggiamento di vendita che spiego nel mio articolo sull’upselling in hotel: come trasformare un reclamo sulla camera in maggior fatturato.
Poi ci sono le regole di revenue “minime” (senza RMS sofisticati). Come per le tariffe, anche queste devono essere poche ma stabili in un nuovo hotel senza storico. Ecco un utile elenco da cui puoi prendere spunto:
- regole canali. Definiscono cosa vendi dove, e quando chiudi / apri. Servono a proteggere il margine e il controllo dell’inventario
- politiche di sconto. Servono per decidere chi può praticare sconti, di quanto, e con quale motivazione. Le politiche di sconto evitano l’erosione silenziosa delle tariffe e del margine
- vincoli nei picchi. Esempi di restrizioni riguardano il min stay, il close to arrival, lo stop sell, la cancellazione più rigida. Tutti influiscono sulla consistenza delle tariffe, e la giustificano agli occhi del cliente potenziale
- gestione overbooking. Serve per stabilire una policy chiara, anche con funzione prudenziale, per far fronte alla gestione delle prenotazioni quando l’hotel è pieno. È meglio una regola semplice per l’overbooking che l’improvvisazione
Un passaggio delicato riguarda le OTA, perché all’inizio dell’attività del nuovo hotel possono aiutarti a riempire e a “partire”, ma se non metti paletti abbastanza rischi al loro uso rischi di costruire un prezzo che poi non riesci più a rialzare.
Qui serve coerenza anche nella comunicazione: foto, descrizioni e promessa del brand devono ridurre mismatch e reclami, perché ogni contestazione è un costo diretto o indiretto.
Se vuoi ridurre il rischio di mismatch tra prezzo richiesto e percezione reale dell’ospite, è decisivo impostare correttamente il servizio fotografico: trovi un metodo operativo nell’articolo sul servizio fotografico hotel.
Quando inizi a progettare leve di ricavo accessorie (parcheggio, SPA, late check-out, esperienze), ricordati che il prezzo camera non lavora da solo: un piano servizi extra ben progettato alza il valore percepito e, spesso, migliora anche la redditività.
Se ti serve un metodo operativo per gestire questo aspetto dei ricavi, ti consiglio di collegare questo ragionamento a quello che propongo nell’articolo dedicato ai servizi extra in hotel: piano (e catalogo) di servizi a valore aggiunto.
Vuoi impostare in modo concreto le strategie tariffarie e di revenue del tuo nuovo hotel, con regole chiare su canali, vincoli e difesa del prezzo? Posso affiancarti con una consulenza alberghiera operativa dedicata a pricing, distribuzione e controllo dei margini, costruendo insieme un modello semplice, coerente e sostenibile nel tempo
Dai parametri al modello tariffario del nuovo hotel: ADR target, rampa di occupazione, scenari e KPI di controllo
Ora mettiamo insieme tutto il ragionamento che abbiamo fatto fino ad ora sulla definizione delle tariffe per nuovo hotel senza inventario in modo “da business plan”, per parlare dei parametri, della rampa di occupazione e del controllo.
Per un hotel che è appena entrato sul mercato il rischio più frequente è quello di fare una media annuale “bella” in termini di occupazione e di ADR, per scoprire quanto magari è tardi che non regge nei mesi deboli o nei picchi, oppure che i costi di acquisizione (commissioni) mangiano margine.
Quando ADR target, rampa di occupazione, mix canali e scenari vengono letti insieme per capire se il progetto regge davvero, entriamo pienamente nel campo dello studio di fattibilità alberghiera: valutare un investimento con dati, KPI e scenari (non a sensazione).
Per evitare questo grave errore, è opportuno stabilire:
- ADR target per stagione, non solo uno valore annuale
- occupazione target per stagione, con una rampa realistica, perché i primi mesi raramente sono “a regime”
- mix canali, con costi in termini di commissioni, fee, costi marketing almeno stimati per macro-canale
Poi devi procedere con la verifica “da gestione”, che ti permette di capire cosa succede al margine e alla consistenza di cassa se una variabile cambia.
Per approfondire questo importante argomento di consiglio di leggere il mio articolo sugli scenari nel business plan hotel e analisi di sensibilità, perché ti permette di capire se stai costruendo un modello tariffario robusto o solo ottimistico.
I KPI minimi da monitorare nei primi 90–180 giorni, con le informazioni che ti danno davvero, sono:
- ADR e ADR netto per canale: non basta l’ADR, devi capire cosa ti resta dopo le commissioni e i costi
- pick-up e lead time: ti dicono se il mercato ti sta credendo, e con quale anticipo
- tasso di upgrade e ricavi accessori per camera perché misurano la capacità di aumentare valore medio, e non solo di riempire
- indice reputazionale e contenuto delle recensioni, non solo il voto, ma cosa si ripete, perché permette di definire la coerenza promessa/standard
- GOP come lettura operativa: quando hai un minimo di dati a disposizione, è la metrica che ti dice se la gestione “sta in piedi” prima di valutare gli aspetti finanziari. Puoi approfondire questo argomento con l’articolo su GOP hotel
Un esempio semplice per capirci: se imposti un ADR target a 120€ in media stagione e prevedi una rampa di occupazione dal 35% al 55% nei primi 90 giorni, la domanda vera è: “quanto ti resta in cassa dopo aver pagato le commissioni e coperto i costi di canale?”
Se il mix iniziale è 70% OTA con commissione media 18%, l’ADR “netto” scende a circa 98€ prima ancora di considerare i costi marketing e di pagamento. È proprio qui che capisci se la strategia tariffaria è sostenibile o solo “bella” sulla carta.
Se stai valutando un’apertura o un investimento, a questo punto conviene leggere il modello tariffario anche dentro gli scenari e stress test per investimenti alberghieri, perché è lì che verifichi se ADR, rampa di occupazione e mix canali reggono quando lo scenario peggiora rispetto al piano base.
E quando passi dalla lettura operativa alla sostenibilità economica complessiva, anche in presenza di debito, investimenti e ciclo di reinvestimenti, è coerente collegare il ragionamento alla dimensione economico-finanziaria più ampia monitorando l’EBITDA (MOL) hotel. E se stai usando debito, è opportuno tenere sotto controllo anche l’andamento del DSCR.
Per concludere l’articolo, ti suggerisco di tenere sempre in considerazione un principio semplice ma allo stesso tempo fondamentale: un nuovo hotel deve “imparare” velocemente.
Vuoi capire se le strategie tariffarie che stai ipotizzando per il tuo nuovo hotel sono davvero sostenibili dal punto di vista economico-finanziario? Posso supportarti con uno studio di fattibilità alberghiera completo, integrando pricing, scenari, margini operativi e sostenibilità del debito, così prendi decisioni con dati e non con sensazioni
Questo significa che non devi ricercare la perfezione iniziale, ma un modello tariffario alberghiero sviluppato usando parametri ragionati e un ciclo di controllo breve (settimanale/mensile) per correggere rapidamente, ma senza panico.
Per un nuovo hotel senza storico, le strategie tariffarie e di revenue non sono un atto di fede, ma un metodo concreto per tenere allineati il posizionamento, il corridoio tariffario, il calendario prezzi e i KPI, correggendo velocemente quando necessario, senza svalutare l’offerta.
Se questi tre elementi sono coerenti tra loro, puoi iniziare a gestire il nuovo hotel con regole chiare e migliorare rapidamente, senza svalutare il prodotto e senza inseguire la domanda a qualsiasi costo.
© Federico Belloni (tutti i diritti riservati)