Cosa troverai in questo articolo su come attrattori, eventi e accessibilità contribuiscono alla generazione di domanda dell’hotel:
Quando misuri la domanda potenziale di un hotel, uno degli errori più comuni è trattare le attrazioni turistiche e non, gli eventi e l’accessibilità alla stregua di un semplice contesto narrativo, invece che come variabili che modificano i volumi, la distribuzione stagionale delle prenotazioni e la propensione alla spesa degli ospiti potenziali.
La realtà è che questi driver determinano che tipo di cliente può arrivare, quando tende a farlo e con quale motivazione.
Sono tre fattori molto importanti perché le loro dinamiche incidono direttamente sul tasso di occupazione dell’hotel, sull’ADR e sul mix canali.
Se li interpreti correttamente, ti aiutano anche a capire perché in alcuni mesi l’occupazione esplode, mentre in altri si riduce drasticamente, e quali ali di stagione puoi cercare di rafforzare captando l’attenzione di nuovi segmenti potenziali.
Nel business plan del tuo hotel non devi sviluppare questo concetto per scrivere una bella descrizione della destinazione, ma per trasformare il contesto in ipotesi coerenti e realistiche di sviluppo dell’offerta.
Per questa ragione, l’obiettivo dell’articolo è darti un metodo misurabile, con esempi pronti, per passare da “ci sono eventi e attrazioni” a “questi eventi ed attrazioni turistiche e business attivano questi specifici segmenti, in questi periodi, con questo impatto atteso”.
Se vuoi approfondire questo argomento in un contesto completo che tiene insieme le caratteristiche del territorio, la domanda attesa e la concorrenza, ti consiglio di leggere il mio articolo sullo Studio di marketing territoriale per hotel.
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Perché attrattori, eventi e accessibilità pesano sulla domanda in modo misurabile
Attrattori, eventi e accessibilità pesano sulla domanda leisure e business perché agiscono su tre leve che, nel business plan dell’hotel, devi rendere esplicite:
- dimensione del bacino raggiungibile. Quanti clienti potenziali possono arrivare nella destinazione e in hotel con uno sforzo ragionevole in termini di costi monetari e di tempo
- distribuzione temporale. Analizza come la domanda potenziale generata dai segmenti obiettivo si distribuisce lungo i diversi mesi e stagioni dell’anno
- qualità della domanda potenziale. Valutazione del numero e della tipologia di segmenti di ospiti e loro motivazioni specifiche, sensibilità al prezzo e ricavi accessori
Per rendere concreto questo punto, pensa a una distinzione semplice ma determinante: gli attrattori e gli eventi non generano solo presenze, ma anche un diverso comportamento d’acquisto da segmento a segmento.
Un weekend-evento può infatti creare domanda last minute e pressione sulle tariffe, mentre una fiera orientata ai clienti business può attivare il segmento corporate e MICE midweek.
E la presenza di un parco tematico può spostare la domanda su famiglie e aumentare la richiesta di servizi accessori.
Ecco perché, quando sviluppi il business plan dell’hotel, non ti basta sapere “quali attrazioni ci sono”: devi capire quale tipo di domanda attivano, in quale periodo dell’anno e per quanti giorni.
Se ti serve un riferimento metodologico per collegare questi driver alla distribuzione mensile, ti consiglio di leggere anche il mio articolo sulla Stagionalità turistica: come misurarla e come impatta il business plan.
Metodo pratico per stimare l’impatto in 5 passi
Il metodo che ti propongo è molto utile per trasformare gli attrattori, gli eventi e l’accessibilità in numeri “tracciabili”, che non pretendono di essere perfetti, ma sicuramente in grado di dare informazioni utili, coerenti e sostenibili.
Questo approccio funziona sia per i nuovi hotel che non hanno uno storico, sia per strutture esistenti che vogliono validare o correggere le proprie ipotesi operative.
Passo 1 — Mappa gli attrattori con una logica di domanda, non turistica
Prima di tutto devi smettere di considerare gli attrattori come semplice elenco delle cose belle da vedere. Questa visione è semplicemente inutile se non la colleghi a una specifica motivazione di viaggio e ad almeno un segmento costituito da clienti potenziali che ne sono portatori.
L’obiettivo è classificare gli attrattori presenti nella destinazione dove sorge il tuo hotel, o nella sua area di influenza, in modo che si trasformino in driver misurabili. Per farlo, parti da 3 categorie semplici, che puoi approfondire se serve:
- attrattori leisure (mare, montagna, città d’arte, parchi, musei, outdoor, enogastronomia)
- attrattori business (distretti, sedi aziendali, poli sanitari, università)
- attrattori evento-dipendenti (stadi, palazzetti, arene, centri congressi, spazi espositivi)
A questo punto collega ogni attrattore a 2 domande: “che segmento attiva?” e “quando attiva domanda?”. Se vuoi strutturare meglio la parte relativa ai segmenti della domanda, ti consiglio di leggere l’articolo Segmentazione della domanda dell’hotel: leisure, business, gruppi, MICE.
Passo 2 — Ricostruisci il calendario eventi come “punte di domanda”
Un evento pesa ed è potenzialmente rilevante per il business dell’hotel se genera picchi su uno o più di questi elementi: volumi, compressione della disponibilità di camere, premium price e ricavi accessori.
Non ti basta sapere che esiste, devi sviluppare una scheda descrittiva sintetica che sia in grado di metterne chiaramente in evidenza le potenzialità.
Prima di passare alla creazione della scheda, devi necessariamente chiarire se l’evento che stai considerando è ricorrente o “one-shot”, e qual è la sua stagionalità naturale (mese, settimana tipo, weekend/midweek).
Nella scheda evento devi annotare la dimensione stimata (partecipanti o capienza), la durata effettiva, il pubblico prevalente, il comportamento di prenotazione (lead time) e l’impatto atteso sul pricing.
Passo 3 — Misura l’accessibilità con criteri operativi
Qui non basta dire “nel mio hotel si arriva facilmente”. Devi stimare la difficoltà di raggiungimento per il cliente, sia in termini di costi monetari che di tempo.
Per rendere l’analisi dell’accessibilità realistica, solida e verificabile, puoi usare almeno 4 indicatori:
- tempo di accesso in auto dai principali bacini di generazione della domanda. Valutazione del sistema stradale e autostradale che collega la location dell’hotel con le principali zone e città di generazione della domanda turistica potenziale, e stima dei relativi tempi di percorrenza e costi monetari
- qualità dei collegamenti ferroviari. Stima della distanza dell’hotel dalla stazione in termini di tempi di percorrenza, analisi della frequenza dei collegamenti dalle località principali, la presenza di mezzi privati e pubblici (taxi e autobus) che coprono la distanza fino all’hotel o alle sue immediate vicinanze, e relativi costi monetari e tempi
- presenza di aeroporti. Analisi del sistema aeroportuale, in termini di numero di aeroporti nelle aree di influenza dell’hotel, distanza degli scali dalla location, numero e frequenza delle rotte da città nazionali e internazionali collegate, oltre all’analisi della stagionalità dei voli
- ultimo miglio e parcheggio, soprattutto se i clienti target dell’hotel arrivano prevalentemente in auto. Stima dei tempi di percorrenza dalle uscite delle autostrade e tangenziali, e facilità di trovare parcheggi pubblici, soprattutto se la struttura non ne possiede uno
Un hotel che vanta un’accessibilità “buona” può sostenere un’occupazione più stabile sulle ali di stagione perché riduce il costo percepito del viaggio e aumenta la propensione del cliente potenziale a prenotare anche per soggiorni relativamente brevi.
Passo 4 — Trasforma i driver in ipotesi mensili su volumi, segmenti e tariffe
A questo punto devi procedere con la traduzione che conta, ovvero passare dall’elenco dei driver alla formulazione di ipotesi concrete mese per mese.
Il punto non è inventare i numeri, ma motivare gli scostamenti, ad esempio capire perché in un certo mese aumentano room nights e ADR, e quali segmenti della domanda li generano.
Parlando in modo operativo, ti consiglio di costruire una tabella mensile in cui per ogni mese indichi i driver principali, i segmenti della domanda che attivano, l’impatto atteso sui volumi e sulle tariffe.
È lo stesso approccio che rende credibile la stagionalità: la differenza è che qui stai motivando il perché dietro i picchi e i minimi di occupazione.
Passo 5 — Valida con proxy “semplici” e correggi l’ottimismo
L’ultimo passaggio serve a non farti trascinare dall’entusiasmo. Se un driver sembra forte a parole, devi trovare un proxy che lo supporti e lo validi. Per fare questo passaggio non servono strumenti complessi, ma la coerenza tra evidenze e ipotesi.
Ecco alcuni esempi di proxy utili: frequenza/ricorrenza degli eventi, tasso di sold-out storico (quando disponibile), pattern di domanda dei competitor in quelle date, segnali di compressione (restrizioni, min stay, variazioni tariffarie).
È chiaro che se il driver non produce segnali coerenti sul mercato, devi procedere a ridimensionare il suo impatto nel modello.
Esempi pronti: checklist, tabella driver e frasi operative
Ho costruito questa sezione per aiutarti a passare dalla teoria alla pratica, dandoti strumenti che puoi copiare nel tuo file di lavoro.
L’obiettivo è rendere il ragionamento replicabile e presentabile all’interno del business plan del tuo hotel, per renderlo più concreto.
Checklist rapida per attrattori, eventi e accessibilità
Prima di stimare gli impatti, ti consiglio di verificare attentamente che la base di partenza sia coerente.
Ti consiglio di verificare soprattutto questi punti:
- hai classificato gli attrattori per segmento attivato e non solo per tipologia turistica?
- hai distinto eventi ricorrenti da quelli one-shot e identificato weekend/midweek?
- hai stimato l’accessibilità per mercati diversi e non in modo generico?
- hai separato alta stagione, ali di stagione e bassa stagione nella lettura dei driver?
- hai collegato i driver con l’impatto atteso su volumi e pricing?
Tabella driver
Per rendere il modello chiaro e applicabile nella proiezione economico-finanziaria, ti consiglio di usare una tabella che colleghi i driver agli impatti concreti che producono mese per mese.
L’idea non è riempire un foglio Excel di colonne, ma rendere trasparente il motivo per cui un mese è forte o debole.
Lo schema che ti consiglio per la tabella driver mensile prevede i seguenti elementi: Mese | Driver principali (attrattori/eventi/accessibilità) | Segmenti attivati | Impatto volumi (basso/medio/alto) | Impatto prezzo (basso/medio/alto) | Note driver
Se vuoi anche una tabella evento-specifica utile quando hai molte ricorrenze, ti consiglio di usare questo schema: Evento | Periodo | Durata | Pubblico prevalente | Lead time atteso | Impatto pricing | Note operative (restrizioni/servizi)
Frasi operative da inserire nel business plan
Quando sviluppi il business plan dell’hotel, ti serve una formulazione che spieghi a tutti i destinatari il metodo che hai usato e le scelte che hai adottato senza avere un approccio troppo orientato al marketing.
Qui di seguito ti elenco una serie di formule pronte che puoi adattare allo specifico contesto strategico e operativo del tuo hotel.
- “L’analisi di attrattori, calendario eventi e accessibilità è stata tradotta in driver mensili, collegando ciascun driver a segmenti di domanda attivati e impatti attesi su tasso di occupazione e ADR”
- “I picchi di domanda sono stati motivati tramite eventi ricorrenti e attrattori ad alta capacità di generare compressione, con assunzioni prudenziali sui mesi che costituiscono le ali di stagione”
- “L’accessibilità è stata valutata per mercati di riferimento e integrata nella stima del bacino raggiungibile e della domanda convertibile”
KPI e segnali di coerenza: quando i driver non reggono
Quando l’impianto è sviluppato bene, i driver e i KPI si parlano. Se questo non avviene, quasi sempre stai sovrastimando il peso di un attrattore o di un evento.
Qui sotto trovi un elenco con pochi KPI, ma che sono molto diagnostici, perché ti aiutano a verificare la coerenza prima a livello di business plan, e dopo come sistema di monitoraggio.
KPI essenziali
Prima di elencarli, ti suggerisco di tenere a mente che non è necessario misurare tutto, ma solo ciò che conferma o smentisce le ipotesi.
Questi KPI ti aiutano infatti a capire se i driver stanno davvero producendo domanda e valore.
- pick-up e booking pace in prossimità degli eventi (se hai dati/proxy)
- occupazione e ADR nei mesi driver contro i mesi neutri
- differenza weekend/midweek nei periodi business/evento
- quota segmenti attivati (leisure/business/gruppi/MICE) nei mesi in cui li hai stimati più forti
- segnali di compressione: restrizioni, min stay, riduzione disponibilità competitiva, premium price
Segnali d’allarme tipici
I segnali che ti consiglio di tenere in considerazione non indicano errori matematici, ma incoerenza tra le ipotesi e la realtà dimostrata dal mercato. Se li noti ti consiglio di ricalibrare l’impatto di ogni driver nel modello.
- Evento considerato “forte” ma senza segnali di compressione o premium price sul mercato
- Ipotesi di domanda midweek alta senza attrattori business credibili
- Accessibilità dichiarata “ottima” ma con ultimo miglio debole (parcheggi/collegamenti) e conversione bassa
- Ali di stagione sovrastimate senza driver specifici che le sostengono
- Ricavi accessori stimati alti (MICE/gruppi) senza evidenze operative o capacità commerciale
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Chiusura e prossimi passi
Attrattori, eventi e accessibilità non sono un contorno descrittivo: sono driver che, se letti bene, ti dicono quanto la domanda è raggiungibile, quando si concentra nei diversi mesi e stagioni dell’anno, e quali segmenti puoi attivare in modo realistico.
Quando li trasformi in ipotesi periodiche motivate, il business plan dell’hotel diventa più realistico e, soprattutto, più utile per decidere le tariffe, il tasso di occupazione e le priorità operative.
E quando nei mesi deboli la domanda potenziale diventa più sensibile al prezzo, spesso la differenza la fa la capacità di aumentare valore per ospite e rendere sistematica la vendita interna.
Proprio per questa ragione ti consiglio di approfondire l’argomento leggendo anche il mio articolo sulla Vendita diffusa in hotel.
© Federico Belloni (tutti i diritti riservati)