Cosa troverai in questo articolo sul GOP in hotel:
- Cos’è il GOP in hotel e perché è il margine operativo più utile per leggere la gestione
- Dove si colloca il GOP nel conto economico USALI
- Come calcolare il GOP in 4 passi
- Esempio pratico: mini-calcolo di GOP
- Il GOP e il break-even operativo
- KPI e segnali da monitorare: GOP%, GOPPAR e lettura insieme a RevPAR/TRevPAR
- Errori frequenti e limiti del GOP: quando non basta e serve guardare anche l’EBITDA
- Come usare il GOP per decidere con dati e scenari
Quando si parla di performance economica di un hotel, uno degli errori più comuni è fermarsi all’osservazione dei ricavi, dei costi e a pochi indicatori sintetici, senza capire quanto margine operativo reale la gestione riesca a generare.
È in questo contesto che entra in gioco il GOP, senza ombra di dubbio uno dei margini più importanti, e spesso fraintesi, nella lettura economica di un albergo.
Anche se a prima vista può sembrare il contrario, il GOP non è un numero da contabilità, ma uno strumento di lettura gestionale, perché ti aiuta a capire se il modello operativo del tuo hotel sta funzionando, prima di guardare al debito, ai canoni o alla struttura finanziaria.
In questo articolo ti spiego cos’è il GOP in hotel, come si costruisce correttamente nel modello USALI e, soprattutto, come usarlo per prendere decisioni operative, non solo per misurare un risultato.
Cos’è il GOP in hotel e perché è il margine operativo più utile per leggere la gestione
Il GOP (Gross Operating Profit) misura il risultato operativo della gestione alberghiera prima delle voci finanziarie, fiscali e straordinarie. In altre parole, ti dice se l’hotel funziona dal punto di vista squisitamente operativo, ovvero dal punto di vista della performance caratteristica.
La forza del GOP sta nel fatto che:
- isola l’effetto delle scelte gestionali
- mette in relazione ricavi, costi diretti e costi indiretti
- permette confronti nel tempo e tra strutture simili
A differenza dell’utile di esercizio finale, il GOP non è sporcato da:
- struttura del debito
- canoni o contratti specifici
- scelte fiscali o contabili
Per questo è il margine più usato per valutare la qualità della gestione, non la struttura finanziaria dell’hotel.
Dove si colloca il GOP nel conto economico USALI
Nel conto economico USALI per hotel, il GOP rappresenta il punto di arrivo della gestione operativa. La logica è sequenziale per ricavarlo è:
- Ricavi per reparto
- Costi diretti di reparto
- Margini di reparto (ricavi per reparto – costi per reparto)
- Costi indiretti non ripartiti
- GOP (totale margini di reparto – costi indiretti non ripartiti)
Il modello USALI ti obbliga a costruire il GOP dal basso, partendo dai reparti e non da percentuali generiche.
Questo è il motivo per cui il GOP, se costruito correttamente, è un indicatore molto più affidabile rispetto a un margine calcolato “a blocco”.
Se vuoi il quadro completo della struttura, il riferimento resta il mio articolo dove spiego cos’è il conto economico USALI per hotel, che è il nodo centrale di tutta la lettura economica.
Come calcolare il GOP in 4 passi
Un GOP credibile non nasce da una formula secca applicata a fine conto economico, ma da una sequenza logica coerente, che parte dall’operatività quotidiana dell’hotel e arriva, passo dopo passo, al margine.
Il punto chiave è questo: se sbagli l’ordine con cui distribuisci ricavi e costi per riparto, e la valutazione dei costi indiretti, il GOP che ottieni può anche “tornare” numericamente, ma non dirà nulla di utile sulla gestione reale.
Per questa ragione il GOP dell’hotel va costruito rigorosamente dal basso, seguendo una catena chiara che ti consenta di capire:
- dove nasce il margine
- quali reparti lo generano
- quali costi lo stanno erodendo
Vediamo come arrivare al calcolo corretto del GOP dell’hotel con un metodo semplice sviluppato in 4 passaggi.
1) Costruisci i ricavi per reparto
Camere, F&B, altri reparti: ogni area dell’hotel ha driver diversi che concorrono alla stima dei ricavi, e deve essere letta separatamente. Facciamo l’esempio di camere e F&B.
Per le camere, i driver principali sono:
- tasso di occupazione
- ADR
- mix canali di vendita
Per l’F&B entrano in gioco:
- ospiti in house
- tasso di cattura
- numero di coperti
- scontrino medio
La logica è la stessa anche per eventuali altri centri di ricavo, come SPA e centro benessere, offerta meeting e servizi accessori.
Ogni reparto dell’hotel va collegato ai propri volumi reali, non trattato come semplice percentuale indistinta sul fatturato.
Questo passaggio è fondamentale perché definisce la qualità del fatturato generato dall’hotel, non solo la sua dimensione.
2) Sottrai i costi diretti di reparto
Dai ricavi prodotti da ogni reparto devi sottrarre i costi diretti, ovvero quelli direttamente riconducibili al funzionamento di ciascuna area della gestione operativa.
Tra questi rientrano sicuramente ma non esclusivamente:
- il costo del personale di reparto
- il costo del venduto (soprattutto in F&B)
- i consumi direttamente attribuibili (amenities, lavanderia, forniture specifiche)
È in questa fase che il GOP inizia già a dare indicazioni molto chiare perché se i margini di reparto sono troppo bassi, segnalano quasi sempre problemi di:
- modello di gestione
- livello di servizio
- organizzazione del lavoro
Se un reparto dell’hotel non genera margine positivo, difficilmente lo farà più avanti nel conto economico.
3) Sottrai i costi indiretti
Ai margini complessivi prodotti dai reparti dell’hotel (la somma dei margini di ciascun reparto) devi sottrarre i costi indiretti, cioè quelli legati al funzionamento generale dell’hotel e non a un singolo centro di ricavo.
Rientrano tipicamente nei costi indiretti dell’hotel:
- Amministrazione e generale
- Vendite e marketing
- Manutenzione
- IT e telecomunicazioni (se rilevanti)
- Utenze non direttamente imputabili ai reparti, come illuminazione e riscaldamento degli spazi comuni
Questa è spesso la parte più sottovalutata del conto economico dell’hotel, ma per esperienza è anche quella che può erodere in modo significativo, e talvolta totale, il risultato operativo.
Detto in altre parole, se i costi indiretti sono poco presidiati rendono il GOP molto fragile, anche in presenza di ricavi buoni.
4) Ottieni il GOP
Il risultato che resta dopo aver sottratto costi diretti e indiretti è il GOP dell’hotel, che si può esprimere:
- in valore assoluto
- in percentuale sui ricavi
Ma il punto non è ottenere semplicemente il numero, perché il vero valore del GOP sta nella sua interpretazione:
- quanto margine operativo genera la gestione dell’hotel
- quanto è stabile nel tempo
- quanto è sensibile a variazioni di volumi, prezzi o costi
Un GOP positivo ma molto volatile, ad esempio, segnala un modello che funziona solo in condizioni ideali. Al contrario, un GOP più contenuto ma stabile indica spesso una gestione più solida e controllabile.
È per questo che il GOP non va mai letto come un dato isolato, ma come sintesi di tutte le scelte operative che lo hanno generato.
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Esempio pratico: mini-calcolo di GOP
Immagina un hotel con:
- Ricavi totali: 2.000.000 €
- Costi diretti di reparto: 1.050.000 €
- Costi indiretti: 450.000 €
GOP = 2.000.000 – 1.050.000 – 450.000 = 500.000 €
GOP% = 25%
Checklist rapida di controllo:
- i margini di reparto sono coerenti con il posizionamento?
- i costi indiretti sono coerenti con il livello di servizio?
- il GOP è stabile nel corso dell’anno o troppo volatile?
Il GOP e il break-even operativo
Il GOP è strettamente legato al concetto di equilibrio operativo alberghiero. Quando il GOP diventa positivo in modo strutturale, significa che il modello di gestione copre i costi operativi.
Qui il collegamento naturale che ti invito a fare è con il tema della break-even occupancy in hotel, perché ti aiuta a capire in modo semplice e immediato:
- a che livello di occupazione il modello smette di erodere margine
- quanto margine resta quando i volumi cambiano
KPI e segnali da monitorare: GOP%, GOPPAR e lettura insieme a RevPAR/TRevPAR
Per essere realmente efficace dal punto di vista informativo, il GOP va letto insieme ad altri indicatori della performance alberghiera, mai da solo:
- GOP% indica la qualità della gestione operativa
- GOPPAR indica quanto margine operativo generi per camera disponibile
- RevPAR e TRevPAR indicano la qualità e ampiezza dei ricavi
Per questa ragione ha senso collegare la lettura del GOP al ragionamento che faccio nel mio articolo su RevPAR, TRevPAR e GOPPAR, perché spiega come tutti questi indicatori di performance alberghiera dialogano tra loro.
Un GOP% apparentemente buono può nascondere:
- un modello alberghiero troppo dipendente da picchi stagionali
- costi indiretti compressi artificialmente
- ricavi non sostenibili nel tempo
Errori frequenti e limiti del GOP: quando non basta e serve guardare anche l’EBITDA
Il GOP è un indice di performance molto potente, ma non è onnipotente. Gli errori più comuni sono:
- confonderlo con la cassa disponibile
- usarlo come unico criterio di sostenibilità economica
- confrontarlo tra hotel con modelli operativi molto diversi
Il limite principale del GOP è che non tiene conto della struttura finanziaria dell’albergo. Per questa ragione, quando l’obiettivo diventa valutare la sostenibilità economica, il debito o il ritorno dell’ investimento, è necessario guardare anche all’EBITDA in hotel.
Questo indice di performance è molto importante perché introduce una lettura economico-finanziaria decisamente più ampia.
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Come usare il GOP per decidere con dati e scenari
Il GOP funziona davvero come indicatore di performance alberghiera quando lo usi per simulare decisioni, non quando lo guardi alla stregua di un numero statico. Ecco perchè ti suggerisco di chiediti sempre:
- cosa succede al GOP se l’ADR scende?
- quanto è sensibile ai costi del personale?
- cosa accade nelle ali di stagione?
È in questo passaggio che il GOP diventa uno strumento decisionale, soprattutto se inserito negli Scenari nel business plan hotel e analisi di sensibilità, che ti permette di capire quanto è realmente robusto il modello operativo.
© Federico Belloni (tutti i diritti riservati)