Strategia commerciale hotel: come generare domanda e vendite sostenibili

Vendere camere non significa necessariamente avere una strategia commerciale. Un hotel può ricevere prenotazioni, lavorare con OTA e agenzie, rispondere alle richieste dei gruppi, avere accordi corporate e, allo stesso tempo, non avere stabilito con sufficiente chiarezza quale domanda vuole acquisire, in quali periodi, attraverso quali azioni e con quale risultato.

La differenza diventa evidente soprattutto quando il mercato rallenta. Se le prenotazioni diminuiscono, una struttura senza una strategia tende a reagire: abbassa il prezzo, attiva una promozione, aumenta la visibilità sulle OTA, invia qualche newsletter oppure chiede al commerciale di “spingere di più”.

Queste sono tutte azioni che possono anche produrre risultati economici interessanti, ma rimangono scollegate se non derivano da una direzione precisa.

Una strategia commerciale hotel serve proprio a costruire questa direzione. Stabilisce quali priorità commerciali devono guidare la struttura, quali clienti e mercati meritano maggiore attenzione, quali risultati devono essere prodotti e come vendite, marketing, revenue, booking e direzione devono collaborare per raggiungerli.

Il punto non è soltanto aumentare il numero delle prenotazioni. Come approfondisco nell’articolo su come aumentare le vendite dell’hotel senza svendere le camere, vendere di più e vendere meglio non sono necessariamente la stessa cosa.

Una crescita del volume delle vendite può essere positiva, ma deve essere letta insieme al valore della domanda acquisita, ai costi, alle tariffe e alla marginalità.

La strategia commerciale è quindi una componente della più ampia strategia per aumentare vendite, ricavi e performance dell’hotel. Il suo compito specifico consiste nel governare il sistema attraverso cui la struttura sviluppa i clienti, le opportunità, le relazioni e le vendite sostenibili.

Non sostituisce la segmentazione della domanda, perché non deve descrivere in profondità tutti i segmenti e i loro comportamenti, così come non sostituisce il revenue management, che governa forecast, pricing, disponibilità e restrizioni. Non analizza nel dettaglio la redditività dei canali e non entra nella conversione delle singole richieste.

La strategia commerciale deve invece rispondere a cinque necessità fondamentali: dove vogliamo crescere, quali risultati vogliamo ottenere, quali azioni dobbiamo sviluppare, chi deve realizzarle e come capiremo se stanno funzionando.

Che cos’è la strategia commerciale dell’hotel

La strategia commerciale dell’hotel è il sistema di scelte attraverso cui la struttura decide come sviluppare le vendite in modo coerente con il mercato, con il prodotto, con il posizionamento e con gli obiettivi economici.

Non coincide quindi con una lista di attività: visitare aziende, partecipare a una fiera, inviare newsletter, contattare agenzie, creare pacchetti o sviluppare partnership sono azioni commerciali. Queste diventano strategiche soltanto quando sono collegate a una priorità precisa e a un risultato atteso.

Supponiamo che un business hotel presenti una buona occupazione dal martedì al giovedì ma soffra sistematicamente la domenica e il lunedì. La strategia non consiste genericamente nel “fare più corporate”. Potrebbe stabilire di sviluppare aziende con trasferte continuative all’inizio della settimana, individuare distretti produttivi coerenti, rafforzare determinati account e costruire partnership capaci di generare domanda proprio nelle date critiche.

Un resort può avere un problema diverso. Potrebbe lavorare molto bene nei mesi centrali dell’estate ma avere periodi di domanda insufficiente in primavera e autunno. La strategia commerciale dovrà allora stabilire quali mercati, motivazioni di viaggio e collaborazioni possono sostenere quei mesi, prima ancora di decidere quali campagne o promozioni attivare.

La qualità della strategia commerciale dell’hotel nasce quindi dalla capacità di scegliere, perché se tutto è prioritario, niente lo è davvero.

Differenza tra strategia, piano e singole azioni

La distinzione tra strategia commerciale, piano commerciale e azioni è fondamentale.

La strategia stabilisce la direzione. Decide quali problemi devono essere affrontati, quali opportunità sviluppare e quali priorità seguire.

Il piano commerciale trasforma queste scelte in operatività. Definisce azioni, responsabili, scadenze, risorse e KPI. Nell’approfondimento sul piano commerciale hotel entro nel dettaglio di come costruire questo documento e utilizzarlo durante l’anno.

Le singole azioni sono invece le attività commerciali concrete, tra cui telefonate, visite, workshop, fiere, campagne, accordi, follow-up, iniziative sul database, partnership o presentazioni commerciali.

Il rapporto tra queste diverse dimensioni dovrebbe essere lineare: strategia → obiettivi → piano → azioni → risultati → revisione.

Quando questa sequenza viene invertita, l’hotel comincia dalle attività. Partecipa a una fiera perché “bisogna esserci”, contatta aziende perché il corporate sembra interessante oppure lancia una campagna perché le prenotazioni sono lente.

Il problema non è necessariamente l’azione in sé, ma l’assenza di una logica che spieghi perché quella specifica attività meriti tempo e risorse rispetto ad altre.

Una strategia commerciale efficace protegge quindi anche dalla dispersione, perché aiuta la direzione a dire no a iniziative interessanti ma poco coerenti e a concentrare persone e investimenti sui progetti con maggiore rilevanza.

Relazione tra vendite, marketing e revenue

La strategia commerciale dell’hotel richiede inoltre una distinzione chiara tra vendite, marketing e revenue.

Il marketing lavora sul mercato, sul target, sul posizionamento, sulla proposta di valore, sulla comunicazione e sulla generazione di interesse.

Il commerciale sviluppa relazioni, account, partner e opportunità e porta avanti tutte le fasi del processo di vendita. Il revenue management governa il valore economico della capacità attraverso domanda, forecast, prezzi, disponibilità e condizioni.

Nella pratica questi tre ambiti si incontrano continuamente. Il marketing può individuare un mercato interessante e costruire contenuti capaci di raggiungerlo. Il commerciale può trasformare quell’interesse in relazioni, accordi e produzione. Il revenue deve verificare che la domanda venga acquisita a condizioni compatibili con le disponibilità e con il valore delle date.

Il problema nasce quando le funzioni procedono indipendentemente o quando il loro livello di coordinamento è basso. Il marketing può generare domanda in un periodo nel quale l’hotel non ne ha bisogno. Il commerciale può negoziare volumi in date nelle quali la capacità ha già un valore elevato. Il revenue può proteggere molto bene la domanda disponibile senza però contribuire a crearne di nuova nei periodi strutturalmente deboli.

La strategia commerciale hotel non elimina le responsabilità specialistiche. Costruisce invece la cornice nella quale devono collaborare.

Come trasformare il mercato in obiettivi commerciali

La strategia commerciale dell’hotel non dovrebbe partire da un obiettivo generico come “fare il 10% in più”. Prima bisogna comprendere dove esiste un problema o un’opportunità commerciale concreta.

L’hotel può avere un buon risultato annuale e contemporaneamente presentare debolezze precise: weekend scarichi, forte dipendenza da pochi account, stagionalità troppo accentuata, quota corporate insufficiente, pochi gruppi nei mesi deboli, vendita diretta sottosviluppata, oppure domanda concentrata su intermediari costosi.

La strategia deve scomporre il risultato complessivo e individuare i punti sui quali vale la pena intervenire. Per questo l’analisi iniziale dovrebbe considerare almeno la produzione per periodo, i segmenti, i principali clienti, i mercati geografici, i canali, l’andamento storico, i periodi critici, i servizi disponibili e la capacità commerciale dell’organizzazione.

Questi dati non servono a costruire qui un’analisi completa della segmentazione o della performance economica, ma a prendere una decisione sulle aree commerciali sulle quali l’hotel deve concentrare il lavoro.

Segmenti e periodi prioritari

Un segmento non è interessante perché produce molto in assoluto, ma perché risulta utile rispetto alle esigenze concrete dell’hotel.

Il corporate può essere molto interessante per una struttura urbana con debolezza feriale, ma meno rilevante per un resort senza domanda aziendale accessibile. I gruppi possono sostenere periodi di bassa domanda, ma diventare poco interessanti quando occupano grandi quantità di capacità nelle date di compressione. La stessa logica vale per mercati geografici, partner, agenzie e prodotti.

La strategia commerciale deve quindi incrociare almeno quattro elementi:

  • compatibilità con il prodotto
  • disponibilità reale di domanda
  • periodi nei quali quella domanda può essere utile
  • qualità economica che può produrre

Questo passaggio impedisce di trasformare la segmentazione in un elenco teorico.

Anche i periodi devono essere definiti con precisione. “Bassa stagione” è spesso un’espressione troppo generica. Il problema può riguardare novembre, ma soltanto dalla domenica al giovedì, oppure alcune settimane tra due eventi, o ancora le camere superior mentre le standard stanno già vendendo bene.

Quando la debolezza è circoscritta, anche l’azione commerciale può diventare molto più precisa. Il tema è particolarmente importante nei periodi nei quali la domanda abituale non basta.

In quel caso il piano vendite hotel nei periodi di bassa domanda permette di trasformare l’opportunità individuata dalla strategia in segmenti da contattare, partnership, attività e calendario.

Obiettivi di volume, valore e marginalità

Una volta definite le priorità, devono essere trasformate in obiettivi. Un obiettivo formulato come “incrementare il corporate” è troppo generico e quindi non è sufficiente.

Un obiettivo più utile potrebbe essere: “sviluppare nuovi account capaci di generare una determinata quantità di room night da domenica a giovedì tra ottobre e marzo, rispettando una soglia minima di ricavo o marginalità”.

La differenza è sostanziale, perché il secondo obiettivo permette di stabilire quali aziende cercare, quanto lavoro commerciale dedicare, quando iniziare e quali indicatori controllare. Gli obiettivi della strategia commerciale dell’hotel possono riguardare:

  • room night
  • fatturato
  • nuovi account
  • gruppi acquisiti
  • partnership
  • produzione di clienti esistenti
  • ricavo medio
  • servizi aggiuntivi
  • periodi specifici
  • qualità e continuità della domanda

Volume, valore e marginalità devono però essere letti insieme. Un account che produce molte camere a condizioni poco sostenibili può essere meno interessante di uno più piccolo ma stabile.

Un gruppo numeroso può sembrare un grande risultato commerciale, ma avere un valore limitato se richiede forti concessioni oppure occupa capacità che avrebbe potuto essere venduta meglio.

Per questo motivo la strategia commerciale deve evitare una cultura costruita esclusivamente sul fatturato lordo o sul numero delle prenotazioni.

Come organizzare le azioni di vendita

La strategia commerciale dell’hotel produce risultati soltanto quando diventa lavoro organizzato tra le diverse funzioni coinvolte.

È qui che molte strutture incontrano difficoltà, perché hanno obiettivi ragionevoli, ma le attività che sviluppano dipendono dalle urgenze, dalla memoria delle persone o dalle opportunità che arrivano spontaneamente.

Il commerciale risponde alle richieste, rinnova alcuni contratti, visita qualche cliente, partecipa alle fiere e gestisce i contatti più visibili. Nel frattempo, però, attività importanti vengono rimandate perché non hanno una scadenza immediata.

Lo sviluppo commerciale richiede invece continuità. La ricerca di nuovi account, la riattivazione dei clienti, la costruzione delle partnership e il presidio dei mercati devono essere organizzati prima che l’hotel abbia bisogno delle camere.

Piano commerciale e calendario

Il piano commerciale dell’hotel è il passaggio che collega la strategia all’esecuzione. Se la strategia stabilisce che il corporate deve crescere nei mesi invernali, il piano deve indicare quali aziende saranno sviluppate, chi le contatterà, attraverso quali strumenti, con quali obiettivi e secondo quale calendario.

Se l’obiettivo riguarda i gruppi leisure, bisogna tenere conto delle loro finestre decisionali. Cercare gruppi per novembre quando l’hotel è già entrato in ottobre significa spesso arrivare troppo tardi.

La stessa logica vale per le fiere, per i workshop e per le partnership. Una fiera non dovrebbe essere inserita nel calendario semplicemente perché è importante nel settore, ma deve essere collegata a interlocutori da incontrare, appuntamenti da preparare, opportunità da generare e attività di follow-up successive.

Il calendario commerciale deve quindi partire dal momento in cui il mercato decide, non dalla data nella quale l’hotel desidera ricevere la prenotazione.

Questo elemento è particolarmente importante nei periodi deboli, perché reagire alla mancanza di domanda soltanto quando l’occupazione è già sotto pressione riduce molto le possibilità di intervento.

Pipeline, clienti e partnership

Il piano commerciale dell’hotel definisce che cosa bisogna sviluppare, mentre la pipeline permette di capire che cosa sta realmente avanzando.

Una pipeline commerciale hotel organizzata raccoglie i prospect, le aziende, i gruppi, le agenzie, i partner e le trattative, e permette di distinguere i semplici contatti dalle opportunità concrete. A livello strategico interessa soprattutto una cosa: la pipeline deve riflettere le priorità dell’hotel.

Se la strategia commerciale dell’hotel prevede di sviluppare domanda corporate nei mesi invernali ma il portafoglio opportunità contiene quasi esclusivamente gruppi estivi, esiste una distanza tra ciò che la struttura dichiara di voler fare e ciò su cui il commerciale sta realmente lavorando. La pipeline permette di rendere visibile questa distanza.

Non basta nemmeno avere molti contatti, perché è importante capire quali opportunità siano realmente attive, quale valore possano produrre, in quale fase si trovino e quale sarà la prossima azione.

Le partnership meritano la stessa disciplina. Un accordo con un operatore territoriale, un’associazione, un DMC o un’impresa può essere strategicamente utile, ma deve essere valutato in base alla domanda che può generare, ai periodi interessati e alla coerenza con il prodotto.

La strategia commerciale dell’hotel deve quindi spostare il lavoro dalla logica “quante relazioni abbiamo?” alla domanda “quali relazioni contribuiscono concretamente agli obiettivi?”.

Come assegnare responsabilità e risorse

Una strategia commerciale hotel senza responsabilità chiare tende a diventare una responsabilità di tutti e, di conseguenza, di nessuno.

Questo problema è frequente soprattutto nelle strutture indipendenti, dove la stessa persona può occuparsi contemporaneamente di commerciale, di marketing, di booking e di operatività.

Non è necessariamente sbagliato, perché le dimensioni limitate dell’hotel possono rendere inevitabile la sovrapposizione dei ruoli. È però necessario distinguere le funzioni anche quando sono svolte dalla stessa persona.

Bisogna sapere chi decide le priorità, chi cerca i clienti, chi gestisce la trattativa, chi autorizza determinate condizioni, chi aggiorna il CRM, chi controlla i risultati e chi interviene quando il piano non sta funzionando.

Responsabile commerciale e coordinamento interno

Il responsabile commerciale hotel presidia lo sviluppo dei clienti, degli account, dei partner e delle opportunità. Il suo lavoro non dovrebbe essere valutato soltanto dal numero di visite o telefonate, ma per coerenza con agli obiettivi stabiliti dalla strategia, dal piano commerciale e dalla pipeline. Questo richiede anche un coordinamento costante con gli altri reparti.

Il commerciale deve sapere quali periodi hanno bisogno di domanda e quali invece sono già molto forti; inoltre, deve conoscere le condizioni entro le quali può negoziare, i servizi realmente disponibili e le priorità stabilite dalla direzione.

Il revenue deve conoscere le opportunità in pipeline, soprattutto quando possono modificare significativamente la disponibilità futura.

Il marketing deve sapere quali segmenti e mercati il commerciale sta cercando di sviluppare, in modo da predisporre contenuti, campagne e materiali coerenti.

Booking e reception devono infine conoscere gli accordi, le condizioni, i clienti strategici e le opportunità, perché una parte importante della relazione commerciale continua durante la gestione operativa della prenotazione.

Il coordinamento tra le diverse funzioni commerciali dell’hotel non significa convocare continuamente riunioni, ma stabilire quali informazioni devono circolare, chi deve produrle e con quale frequenza.

Budget, strumenti e competenze

Le priorità commerciali devono essere sostenute dalle risorse. Il budget commerciale hotel serve proprio a collegare gli obiettivi di vendita agli investimenti necessari per raggiungerli.

Se la struttura vuole sviluppare aziende corporate, può avere bisogno di persone, di un valido CRM, di database, di trasferte, della partecipazione a fiere o di attività di rappresentanza.

Se vuole entrare in nuovi mercati internazionali, possono servire contenuti in lingua, workshop, partnership, campagne e relazioni con intermediari specializzati.

E se vuole rafforzare la vendita diretta, entrano in gioco competenze, tecnologia e investimenti differenti. Non significa che ogni obiettivo richieda maggiore spesa, perché in molti casi il problema reale è l’allocazione efficiente delle risorse esistenti.

Un hotel può investire molto in campagne e poco nella gestione dei lead generati, così come può acquistare un CRM senza definire chi debba aggiornarlo. Allo stesso modo, può partecipare a numerose fiere senza finanziare adeguatamente il lavoro di follow-up.

La strategia commerciale dell’hotel deve quindi collegare ogni priorità a quattro elementi precisi: persone, tempo, strumenti e budget.

Anche le competenze sono una risorsa. Una struttura può avere un buon prodotto e opportunità interessanti ma non disporre di capacità sufficienti nella negoziazione, nel prospecting, nella gestione dei key account o nel controllo della pipeline.

In questi casi inserire nuovi obiettivi commerciali senza sviluppare le competenze necessarie rischia semplicemente di aumentare la pressione sul team.

Come misurare e correggere la strategia

La strategia commerciale dell’hotel non deve essere giudicata soltanto a fine anno. Aspettare il consuntivo per scoprire che un segmento non ha prodotto il risultato sperato, che una partnership non ha funzionato oppure che il commerciale non ha sviluppato abbastanza opportunità, significa rinunciare alla possibilità di correggere il percorso.

La misurazione della performance commerciale dell’hotel deve invece accompagnare l’esecuzione. Questo non richiede decine di KPI, ma pochi indicatori capaci di mostrare che cosa sta facendo il sistema commerciale e che cosa sta concretamente producendo.

KPI di attività e di risultato

I KPI commerciali possono essere divisi in due gruppi: indicatori di attività e indicatori di risultato. Gli indicatori di attività servono a comprendere se il processo sta lavorando. Possono riguardare:

  • nuovi prospect qualificati
  • appuntamenti
  • visite commerciali
  • opportunità aperte
  • proposte inviate
  • follow-up effettuati
  • account riattivati
  • partnership sviluppate
  • valore della pipeline

Questi numeri da soli non dimostrano però il successo, ma solo ciò che è stato concretamente fatto per raggiungere gli obiettivi commerciali dell’hotel.

Cento nuovi contatti non significano molto se nessuno diventa un’opportunità concreta di vendita, così come venti proposte inviate non sono necessariamente positive se arrivano a clienti poco coerenti o non generano produzione.

Per questo motivo i KPI di attività devono essere affiancati ai KPI di risultato:

  • nuovi clienti acquisiti
  • room night prodotte
  • fatturato
  • produzione per segmento
  • produzione per account
  • conversione delle opportunità
  • ricavo medio
  • produzione nei periodi prioritari
  • contributo della domanda acquisita agli obiettivi

Comprendere il rapporto tra attività e risultati ottenuti è particolarmente utile. Se il commerciale genera pochi prospect, il problema può essere nella capacità di sviluppo. Se invece genera molti prospect ma poche opportunità, possono essere sbagliati i target.

Se molte opportunità arrivano alla proposta ma poche si chiudono, bisogna analizzare in modo approfondito la proposta, le condizioni, le tecniche di negoziazione e la coerenza dell’interlocutore. Se invece le trattative si chiudono ma producono poco, il problema riguarda la qualità delle opportunità acquisite.

Questo tipo di lettura evita di valutare la funzione commerciale dell’hotel soltanto sulla base del fatturato finale, quando ormai è troppo tardi per capire dove il processo si sia bloccato.

Riunioni commerciali e revisione del piano

I KPI diventano utili quando producono decisioni. Proprio per questo motivo la strategia commerciale ha bisogno di momenti di verifica regolari.

Una riunione commerciale efficace non dovrebbe trasformarsi nella lettura di un report infinito, ma deve partire dalle priorità e rispondere ad alcune domande concrete:

  • quali obiettivi stanno avanzando
  • quali sono in ritardo
  • come si sta muovendo la pipeline
  • quali trattative richiedono una decisione
  • quali periodi mostrano uno scostamento
  • quali azioni stanno producendo risultati
  • quali attività devono essere modificate
  • quali risorse devono essere riallocate

Il confronto dovrebbe inoltre distinguere chiaramente budget, forecast, piano e consuntivo. Si parte dal budget, che indica il risultato che l’hotel aveva deciso di raggiungere.

Il forecast aggiorna ciò che, sulla base delle informazioni disponibili, sembra probabile, mentre il piano commerciale organizza le attività necessarie. Il consuntivo, infine, mostra ciò che è realmente accaduto.

La strategia deve utilizzare queste informazioni senza confonderle. Se il forecast peggiora, non significa automaticamente abbassare l’obiettivo, ma significa capire perché la previsione si sta allontanando dal budget e decidere quali azioni abbiano ancora possibilità di modificare il risultato.

Anche il piano commerciale deve quindi essere aggiornato. Una strategia non è coerente perché rimane identica tutto l’anno, ma perché mantiene chiari gli obiettivi e modifica le azioni quando le informazioni dimostrano che il percorso iniziale non sta funzionando.

Questo vale soprattutto nei mercati volatili e nelle strutture con stagionalità marcata. Un segmento che sembrava promettente può produrre meno del previsto, un nuovo partner può mostrare maggiore potenziale oppure una campagna può generare interesse ma non vendite.

Correggere non significa improvvisare, ma imparare a utilizzare i dati di volta in volta raccolti per scegliere meglio la direzione da prendere e le azioni da realizzare concretamente.

È proprio questo che distingue una strategia commerciale da una collezione di iniziative: ogni azione ha un motivo, ogni responsabilità è definita, ogni investimento è collegato a un risultato e ogni risultato può modificare le decisioni successive.

La strategia commerciale hotel diventa così il collegamento tra mercato e organizzazione. Parte dalla domanda e dalle priorità della struttura, le traduce in obiettivi, costruisce un piano, sviluppa pipeline e relazioni, assegna responsabilità e risorse e controlla continuamente ciò che il sistema sta producendo.

Non serve a fare tutto. La segmentazione deve approfondire i clienti e la domanda, il marketing deve costruire valore, posizionamento e comunicazione, il revenue deve governare prezzi e disponibilità, mentre il controllo della performance deve leggere in profondità i risultati economici.

La strategia commerciale deve fare una cosa diversa: mettere queste informazioni al servizio di un sistema di vendita coerente che coinvolge diversi reparti dell’hotel in modo coordinato.

Per questo motivo un hotel non ha una strategia commerciale soltanto perché possiede un ufficio sales o perché realizza molte attività, ma quando sa quali clienti vuole sviluppare, perché li vuole, in quali periodi ne ha bisogno, quale valore si aspetta, chi deve lavorarci, quali risorse mette a disposizione e come stabilirà se il percorso sta funzionando.

Quando queste questioni sono chiare, il commerciale smette di essere una funzione prevalentemente reattiva e diventa uno strumento per costruire domanda.

Una strategia commerciale dell’hotel sostenibile, in definitiva, non cerca semplicemente di vendere più camere, ma ha l’obiettivo di costruire un sistema capace di generare la domanda di cui la struttura ha bisogno, nei periodi in cui ne ha bisogno e a condizioni coerenti con i suoi obiettivi.

È questa continuità tra il mercato, gli obiettivi, le persone, le azioni, il budget e il controllo che trasforma le vendite da una sequenza di opportunità occasionali in una funzione realmente governabile ed efficiente.