Cosa troverai in questo articolo su come impostare uno studio di fattibilità alberghiera:
- Da quale decisione partire: cosa stai valutando davvero prima dei numeri
- Quali dati servono prima del business plan: input, perimetro e verifiche preliminari
- In quale ordine costruire lo studio di fattibilità alberghiera
- Come trasformare analisi e ipotesi in un modello economico-finanziario leggibile
- Quali output deve produrre davvero uno studio di fattibilità: scenari, soglie e decisioni
Quando si parla di studio di fattibilità alberghiera, uno degli equivoci più comuni è pensare che il problema principale sia costruire bene i numeri e gli indici.
In realtà questi due elementi sono oggetto di uno step successivo, perché prima occorre considerare le specifiche caratteristiche della struttura da aprire o da riposizionare, il perimetro dell’analisi da sviluppare, dove trovare i dati da usare per prendere le decisioni e l’ordine corretto con cui leggere il progetto.
È proprio qui che si crea la differenza tra un’analisi davvero utile e una semplice sequenza di tabelle e di grafici solo apparentemente ordinati.
Se parti troppo presto dalla creazione del business plan, rischi di costruire un modello che sembra preciso ma che in realtà poggia su basi deboli, su valori di input poco solidi o su domande sbagliate.
Se invece imposti bene il lavoro all’inizio, lo studio di fattibilità diventa uno strumento di analisi che ti aiuta davvero a decidere.
Questo articolo non torna quindi sul significato generale dello studio di fattibilità alberghiera, ma si concentra sul metodo operativo con cui impostare il lavoro, l’ordine corretto delle verifiche e il tipo di output che una valutazione seria deve produrre prima di trasformarsi in business plan definitivo.
Qui il focus è diverso e molto più operativo perché lo scopo è capire da dove si parte, in quale ordine si lavora e quale tipo di output deve produrre una valutazione seria prima di trasformarsi in business plan definitivo.
In altre parole, il punto non è ancora affermare se un investimento alberghiero ha le carte in regola per funzionare, ma capire come si imposta il lavoro di analisi per arrivare a una risposta che abbia effettivamente senso.
Ed è proprio questo passaggio che rende uno studio di fattibilità alberghiera più utile di una semplice proiezione ottimistica.
Da quale decisione partire: cosa stai valutando davvero prima dei numeri
Il primo errore da evitare è iniziare a lavorare come se tutti gli studi di fattibilità fossero uguali, perché non lo sono.
La specifica struttura dell’analisi cambia in modo sensibile a seconda del tipo di decisione che stai cercando di prendere.
Impostare uno studio di fattibilità alberghiera significa prima di tutto chiarire che cosa stai valutando davvero, perché senza questa definizione iniziale, il rischio è mescolare nello stesso modello problemi diversi, tempi diversi e livelli di rischio che non appartengono alla stessa operazione.
Un conto è valutare una nuova apertura, e in quel caso il ragionamento si avvicina molto al ragionamento che sviluppo nell’articolo su aprire un hotel: cosa devi sapere prima di investire.
Diverso è analizzare l’acquisto di una struttura esistente, dove entrano in gioco lo storico, l’assetto operativo, i CAPEX potenziali e il prezzo richiesto, cioè una logica più vicina a comprare un hotel: checklist di fattibilità per evitare errori costosi.
Tra questi due poli esistono poi molti casi intermedi, come ad esempio il rilancio di un hotel già operativo, il riposizionamento dell’offerta sul mercato, il cambio della formula gestionale, l’investimento su immobile da trasformare o il subentro in una struttura con problemi di margine o di cassa.
Se tra le ipotesi c’è anche l’uscita dalla funzione ricettiva, può esserti utile leggere l’approfondimento su trasformare un hotel in appartamenti, dove analizzo quando la conversione in residenziale crea davvero valore e quando invece rischia di consumarlo.
Tutte queste decisioni possono richiedere uno studio di fattibilità, ma non partono dalle stesse domande, e quindi l’analisi deve essere sviluppato in modo diverso.
Per questa ragione il primo passaggio per impostare uno studio di fattibilità davvero utile non è tecnico, ma strategico.
Devi essere consapevole fin da subito se stai cercando di rispondere a una domanda di convenienza, di sostenibilità, di rischio, di negoziazione o di impostazione del progetto.
La qualità del lavoro nasce già in questa prima riflessione, perché un modello costruito sulla domanda sbagliata finisce quasi sempre per dare una risposta poco utile.
Uno studio di fattibilità alberghiera parte bene quando definisce con precisione l’oggetto della decisione prima ancora dei numeri. Se non sai che cosa stai davvero valutando, anche il modello più ordinato rischia di restare fuori fuoco.
Dopo questo primo passaggio, il lavoro che devi fare diventa subito più concreto, perché devi capire quali informazioni servono davvero per alimentare il processo in modo serio, e quali invece sono solo dati che riempiono il foglio ma non aiutano a decidere.
Quali dati servono prima del business plan: input, perimetro e verifiche preliminari
Dopo aver chiarito quale decisione stai cercando di prendere con l’impostazione dello studio di fattibilità, devi capire con quali dati puoi e devi davvero lavorare.
È in questo passaggio che si gioca una parte enorme della qualità del risultato finale, perché uno studio di fattibilità non diventa solido grazie alla complessità del file, ma per la qualità del perimetro e dei valori di input.
Prima del business plan servono dati utili a costruire una lettura credibile del progetto alberghiero. Il punto non è accumulare numeri, ma capire quali verifiche servono per evitare che il modello si regga su impressioni o semplificazioni.
Il primo blocco dell’analisi riguarda il mercato. Devi capire da dove nasce la domanda, con quali segmenti, con quali competitor e con quale spazio reale di posizionamento.
Per farlo, ti suggerisco di usare la base metodologica tipica dello studio di marketing territoriale per hotel, perché la destinazione e la specifica location dove sorgerà, o dove sorge la struttura, non può essere considerata uno sfondo, ma deve diventare un contesto competitivo da analizzare e interpretare in modo approfondito.
Subito dopo occorre considerare l’ampiezza e la struttura del bacino di domanda potenziale. Se non hai chiaro quanti e quali sono i turisti che possono arrivare davvero, da dove arrivano, che motivazioni hanno, e in quali periodi, rischi di costruire volumi troppo comodi da leggere ma troppo fragili da sostenere.
Questo è esattamente il motivo per cui, prima di effettuare i forecast, è utile definire con precisione il bacino di domanda di un hotel e i volumi reali.
Una volta chiarita la domanda potenziale, devi passare al confronto competitivo. Non basta sapere che esistono altri hotel nella destinazione: devi capire quali strutture il cliente percepisce davvero come alternative al tuo progetto, quali livelli di prezzo sostengono, con quale reputazione e con quale promessa di valore.
Per questo ti consiglio di approfondire il competitor set hotel e il benchmark delle tariffe dell’hotel, perché senza queste basi il prezzo medio rischia di nascere più dal desiderio che dalle effettive capacità di assorbimento del mercato.
C’è poi un blocco di verifiche che spesso arriva troppo tardi e invece dovrebbe essere fatto rapidamente. Sto parlando dell’analisi dell’immobile, della formula contrattuale, dei tempi, delle autorizzazioni, del livello di investimenti necessari, dell’organizzazione minima e della struttura operativa.
Uno studio di fattibilità serio non parte dalla stima dei ricavi per poi adattare il resto degli elementi, ma comincia dalla definizione di un perimetro reale e da un insieme di vincoli che devono essere chiari fin dall’inizio.
I dati preliminari servono a rispondere a una domanda molto concreta: sto costruendo il modello su basi che hanno senso oppure sto solo mettendo in fila numeri eleganti? È questa la differenza tra una valutazione utile e una scorciatoia per arrivare troppo presto al business plan.
A questo punto il lavoro può finalmente prendere forma. Ma non basta sapere quali dati servono: serve anche capire in quale sequenza usarli, perché l’ordine con cui costruisci lo studio cambia moltissimo la qualità del risultato.
Se prima dei numeri vuoi chiarire meglio la domanda, i target, il posizionamento di mercato e la promessa di valore del progetto, posso aiutarti con lo sviluppo di un progetto di marketing strategico per hotel e strutture ricettive.
In quale ordine costruire lo studio di fattibilità alberghiera
Una volta chiara la decisione e i dati di partenza, il problema non è più “cosa devo guardare”, ma “in quale ordine devo lavorare”.
Questo passaggio è molto più importante di quanto sembri, perché l’impostazione di studio di fattibilità seguendo una sequenza sbagliata produce quasi sempre risultati confusi o poco affidabili.
L’ordine corretto non parte dall’analisi dai numeri, ma dal contesto. Prima definisci il perimetro della decisione, procedi con l’interpretazione del mercato, procedi chiarendo il posizionamento di mercato del prodotto, costruisci i valori di input commerciali e solo a questo punto sei pronto per entare nella fase di analisi del modello economico-finanziario.
In pratica, il metodo operativo funziona bene quando segue una sequenza abbastanza chiara: prima definisci che cosa stai valutando, poi leggi domanda, competitor, stagionalità e spazio competitivo; solo dopo traduci tutto in prezzo medio, volumi, mix canali e livello dei ricavi attesi. A quel punto puoi passare a costi, organizzazione, investimenti, cassa e scenari.
Un altro passaggio importante su come impostare uno studio di fattibilità in modo efficace riguarda il collegamento tra la parte commerciale e la parte operativa.
Se il posizionamento di mercato prevede lo sviluppo di certi standard, certi servizi o un certo livello di esperienza, devi essere in grado di tradurre queste scelte in struttura dei costi, fabbisogno di personale e livello degli investimenti necessari.
È anche per questo motivo che, in un lavoro serio, la coerenza con l’organigramma hotel e con la macchina operativa non arriva alla fine come controllo accessorio, ma entra nel processo proprio mentre il modello prende forma.
Come impostare uno studio di fattibilità alberghiera significa quindi seguire una sequenza logica: perimetro, mercato, posizionamento, ricavi, costi, investimenti, cassa, scenari.
Se inverti quest’ordine, il rischio è costruire un progetto che torna solo perché non è stato messo davvero alla prova.
Quando questa sequenza è chiara, il passo successivo diventa trasformare le ipotesi e l’analisi in un modello economico-finanziario chiaro, coerente e davvero utile alla decisione.
Se vuoi impostare l’analisi in modo corretto fin dall’inizio e trasformarlo in una valutazione seria, posso aiutarti con uno studio di fattibilità per hotel e strutture ricettive costruito sul caso specifico.
Come trasformare analisi e ipotesi in un modello economico-finanziario leggibile
Arrivato a questo punto dell’analisi, il rischio più grande è pensare che basti mettere tutto in Excel per avere uno studio di fattibilità.
In realtà, trasformare analisi e ipotesi in un modello leggibile non significa riempire tabelle, ma costruire una struttura che faccia capire da dove nascono i numeri.
Il modello economico-finanziario è leggibile quando ogni blocco si collega al precedente. I ricavi devono nascere dal mercato, dai volumi, dal prezzo e dai canali.
I costi operativi devono riflettere davvero il livello di servizio, l’organizzazione e la struttura operativa. Gli investimenti devono essere coerenti con il prodotto alberghiero che stai immaginando, mentre la cassa deve mostrare se il progetto regge in modo equilibrato anche nel tempo e non solo nel totale annuo.
È qui che il riferimento naturale diventa quello delle proiezioni economico-finanziarie hotel con USALI, perché il punto non è solo fare previsioni, ma dare ai numeri una struttura che li renda confrontabili, leggibili e gestibili.
Non serve un modello elegante se non riesce a far capire dove si forma il margine, dove si assorbe la cassa e quali voci stanno davvero facendo la differenza.
La leggibilità, poi, non è solo una questione di forma. Un buon modello deve permettere a chi legge di distinguere ciò che è ricorrente da ciò che è straordinario, ciò che è fisso da ciò che è variabile, ciò che dipende dal mercato da ciò che dipende dall’organizzazione interna.
Quando questo non accade, il rischio è produrre un file formalmente completo ma troppo opaco per guidare una decisione.
Un altro punto fondamentale è che il modello non deve nascondere i problemi. Se hai bisogno di un certo livello di occupazione, di un certo ADR, di un certo mix canali o di un certo livello di produttività per far stare in piedi il progetto, questo deve emergere con chiarezza.
Lo studio di fattibilità non serve a tranquillizzare chi investe, ma a mostrare dove il progetto sta davvero in equilibrio e dove no.
Un modello economico-finanziario leggibile è utile quando trasforma le analisi e le ipotesi in una struttura che fa capire come il progetto genera ricavi, assorbe costi, richiede capitale e reagisce agli scostamenti.
Se questa relazione non è chiara, il modello può anche sembrare completo, ma non si sposta ancora sul livello decisionale.
A questo punto del ragionamento manca solo l’ultimo passaggio, che è anche quello più importante: capire quale tipo di output deve produrre lo studio di fattibilità per aiutarti a decidere, negoziare o fermarti in tempo.
Quali output deve produrre davvero uno studio di fattibilità: scenari, soglie e decisioni
Quando il modello è stato costruito bene, il punto non è più aggiungere altre tabelle, ma capire quali informazioni deve restituire. Molti studi di fattibilità sono deboli proprio perché producono numeri che non permettono di prendere una decisione concreta.
Uno studio di fattibilità alberghiera è infatti utile solo quando trasforma analisi e numeri in output decisionali.
Non basta sapere che cosa succede nello scenario base, perché la cosa davvero importante è capire quali variabili pesano di più, quali soglie non devono essere superate e che cosa cambia se il contesto diventa meno favorevole.
A questo proposito ti consiglio di seguire il ragionamento che faccio nell’articolo dedicato agli scenari e stress test per investimenti alberghieri.
Solo stressando le variabili fondamentali nei diversi scenari la valutazione smette di essere lineare e inizia a mostrare dove il progetto si rompe, quali leve lo rendono più robusto e quali condizioni lo rendono troppo fragile per essere accettabile.
Gli output davvero utili sono pochi ma molto importanti. Devi arrivare a una lettura chiara dello scenario base, di almeno uno scenario prudente e di uno o più stress test mirati. Devi avere soglie minime sui margini, sulla cassa, sui tempi di avviamento, sugli investimenti, sulla leva finanziaria e sulla tenuta operativa.
La cosa importante è capire con precisione se il progetto regge solo quando tutto va bene oppure anche quando i mesi deboli pesano di più, l’ADR si indebolisce, i costi salgono o i tempi si allungano.
In questo passaggio diventano molto rilevanti anche indicatori più specifici di sostenibilità. Quando c’è debito, per esempio, non basta più guardare il risultato economico in astratto, perché diventa importanyte verificare se il progetto convive davvero con la leva, come argomento nell’articolo sul DSCR nel business plan hotel.
Allo stesso modo, se il progetto assorbe capitale in modo pesante, diventa molto utile collegare la lettura anche a CAPEX e FF&E, perché altrimenti il ritorno dell’investimento rischia di essere valutato in modo troppo superficiale.
Il vero output finale dello studio di fattibilità, però, non è un indicatore isolato. È una risposta operativa a una domanda semplice: conviene andare avanti così, correggere il progetto oppure fermarsi? Se l’analisi di fattibilità non ti porta a questa chiarezza, significa che manca ancora qualcosa.
Uno studio di fattibilità alberghiera produce valore quando non si limita a dire se il progetto “sembra buono”, ma chiarisce in quali condizioni regge, dove si concentra il rischio e quali leve vanno corrette prima di decidere. È lì che questa analisi diventa davvero utile.
Dopo questo passaggio, la funzione dello studio è compiuta. A quel punto non hai solo un modello da leggere, ma una base molto più forte per decidere se investire, quali margini di negoziazione hai, se ridimensionare il progetto iniziale o rinunciare con consapevolezza.
Se il progetto è già operativo oppure vuoi rafforzarne la sua tenuta, posso affiancarti con una consulenza gestionale e organizzativa per hotel e strutture ricettive perché ti aiuta ad allineare gli standard, la struttura del team, i processi e la sostenibilità complessiva del modello.
© Federico Belloni (tutti i diritti riservati)